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  • 18/09/2015
  • GM

125 anni di onorato servizio

125 anni di onorato servizio

L’opus 1 di Porro e Maccarinelli in Borgo Poncarale.

Spesso accade che dopo tanti anni ci si abitui alla presenza costante di alcune cose al punto da scordarci il loro valore.

Così succede ad un oggetto che fa parte della storia di questi luoghi ma merita maggior considerazione, trattandosi di un vero e proprio gioiello frutto della scuola artigiana bresciana.

Si trova presso la chiesa della Purificazione della Beata Vergine in Borgo Poncarale ed è uno strumento dal valore storico notevole oltre che di ottima fattura: l’organo a canne realizzato nel lontano 1890 e installato sulla cantoria in presbiterio "in cornu epistolae” (il lato destro dell'altare).

Personaggio di grandissima sensibilità artistica Giovanni Maccarinelli, imparò la sua arte nella bottega Tonoli, maestro organaro in Brescia, del quale divenne uno dei migliori aiutanti.. Entrò in società per un certo periodo con Diego Porro costruendo alcuni organi di impronta ceciliana, sotto la denominazione "Porro e Maccarinelli". La prima opera da loro realizzata, corrisponde proprio all’ esemplare commissionato per la chiesa di Borgo. Il singolare pezzo è così costruito: una facciata composta da ventuno canne in stagno disposte in tre cuspidi, il somiere maestro a vento, quattro somieri secondari per i Contrabbassi, il Principale 16' B, i Timballi e il Trombone. In una stanza propria e separata sono collocati i due mantici a cuneo completi di quattro pompe ad azionamento manuale, che in origine soffiavano aria nelle canne ma che furono poi sostituiti da un più pratico elettroventilatore. La tastiera da 1 a 58 tasti è originale mentre la pedaliera diritta di 24 pedali con estensione reale di 12 note, è stata rifatta. L’unico restauro a cui è stato sottoposto fino ad oggi, fu eseguito nel 1956 ad opera del figlio di Giovanni, Arnaldo Maccarinelli; dopo di allora solo pochi e leggeri interventi di pulizia.  Ora, alla vetusta età di 125 anni e altrettanti di onorato servizio, lo strumento funziona solo in parte e sarebbe quanto mai opportuno un intervento di restauro più complesso (e costoso). Le ultime revisioni rilevano infatti che alcune canne in metallo presentano squarci, ammaccature e forti deformazioni soprattutto alle sommità, mentre altre sono pendenti. Nel 2012 si è proceduto a smontare e rimontare alcune canne per la rimozione di decennali strati di polvere accumulatisi all’interno. Ogni anno, inoltre, ritenendo indispensabile un’accordatura con relativo check-up, si affida l’incarico ad un artigiano bresciano della verifica dello stato di conservazione di tutta la struttura. Si tenga presente che la vera tradizione degli organari bresciani si chiude con A. Maccarinelli e oggi son veramente pochi in Italia coloro che sono in grado di trattare come si deve simili pezzi di antiquariato, con interventi che rispettino le sonorità tipiche dello strumento conservandone i suoni storici.

L’organaro odierno arriva con una borsa simile a quella di un medico, si inerpica su per l’angusta scaletta di accesso alla balconata dove siede il suonatore e trascorre mezza giornata sullo strumento a verificare tonalità e registri, regolando ogni nota con l’ausilio di attrezzi semplicissimi: manovelle, martelletti  e…l’orecchio fine dell’accordatore. Tasto dopo tasto, registro dopo registro, le note prendono accordo finché tutto l’insieme assume un assetto armonico. Tanto mestiere, però, da solo non basta: è necessario anche l’intervento di qualcuno che possieda la sensibilità e l’esperienza sufficienti per testare tutto l’insieme suonando, per cui l’intero rito di accordatura si svolge con certosina minuziosità in compagnia di un musicista che collauda seduta stante il risultato.

Un artigiano e un artista uniti dalla stessa passione per la musica e la storia si adoperano per conservare il nobile vecchio.

Negli ultimi anni una strumentista di grande talento e scuola, la Prof. Claudia Franceschini, docente e titolare della cattedra di Teoria, analisi e composizione e Organo  presso il liceo musicale V. Gambara di Brescia ha lavorato in equipe con l’accordatore. La restituzione del prezioso strumento revisionato al pubblico è avvenuta   grazie alla prof.ssa Franceschini con momenti  musicali di altissimo livello in 6 concerti

 

7 settembre 2011: M.a C. Franceschini, M.a A. Perbellini e M.o A.Valotti, concerto per organo, contralto e violino

5 settembre 2012: M.a C. Franceschini, M.a A. Perbellini, M.a  V. Vitali e M.o F. Verzeletti, concerto per organo, contralto, soprano e oboe

14 settembre 2013 M.a C. Franceschini, M.a A. Perbellini e M.o D. Colossi,  concerto per organo, contralto e  tromba

30 dicembre 2013 M.a C. Franceschini e M.o  S. Malacarne, concerto per organo e tromba

11 settembre 2014 M.a C. Franceschini, M.o A. Goffredi e M.a A. Pinelli, concerto per organo, tenore e flauto traverso

15 settembre 2015 M.a C. Franceschini e M.o . S. Malacarne, concerto per organo e tromba

  


 

 

 

 

 

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